VALUTARE IN
INVESTIMENTO SULL’ENERGIA
Quando si valuta la convenienza
di un investimento occorre bene rapportare sia i guadagni
ma, soprattutto, i risparmi, derivanti da esso. Come
sappiamo i guadagni sono sempre e comunque tassati da
qualsiasi sistema fiscale, mentre i risparmi no. Ciò
significa che c'é un'ampia gamma di investimenti che, per il
solo fatto che consentono di risparmiare, sono decisamente
più convenienti di qualsiasi aumento dell'utile.
Ad esempio: quanti di voi sono a conoscenza delle spese di
corrente di 10 anni fa? Un banale calcolo riporta di spese
di 30.000 o 40.000 lire a bolletta. Uno stipendio medio di
allora era 1.500.000 lire. La bolletta Enel nel 1998
incideva sul Sig. Rossi per circa l'1,2% del suo reddito
mensile. Oggi la stessa bolletta si attesa facilmente
intorno ai 100€. Lo stipendio, nel migliore dei casi, può
raggiungere i 1.200€. La spesa (ripeto, moooolto facilmente)
è del 4,2%. Oltre il triplo.
Non è solo questione di aumento generico. E' peggio. E'
rapportato alla retribuzione che ci accorgiamo del vero
problema. Per non parlare di cosa potrebbe succedere nei
prossimi anni. Che succederebbe se il rapporto attuale del
4,2% arrivasse al 7 o all'8%? Bollette di 200 euro a pari
consumi? Non oso pensarci.
Ma come fare per risolvere il problema? Perché se pensiamo
al Gas metano (che ci dà una mano, sì, proprio....), la
situazione peggiora decisamente.
Semplicemente Abbiamo parlato del riscaldamento elettrico,
del fotovoltaico e lo abbiamo fatto distinguendo le due
tecnologie come sistemi distinti, ed in effetti lo sono. Ma
se li abbiniamo?
A questo punto forse avrete già capito dove voglio arrivare…
Semplicemente possiamo fare finta che non siano affatto due
sistemi distinti. Scaldare la propria abitazione
elettricamente sposta i consumi dal gas (una fonte non
rinnovabile) all’elettricità, che si può generare.
L’abitazione dell’ipotetico signor Rossi consuma 3.500 Kw di
elettricità per gli usi abitudinari. Ma la sua abitazione a
Pescara di 100 mq riscaldata elettricamente ne usa altri
5.000 circa, per un totale di 8.500 kw annui. Per generare
una quantità di corrente simile occorre un impianto
fotovoltaico di 6,5 Kw/h di picco. Questo beneficerà
ovviamente di un incentivo proporzionale alla produzione
annua che ripagherà l’impianto ed azzererà i costi di
corrente (quindi anche di riscaldamento, che si associa
sempre al gas) per tutto il ciclo di vita dell’impianto.
Il risparmio è enorme: rispetto ad un sistema di
riscaldamento tradizionale mediamente circa € 1.300 l’anno
per il solo riscaldamento più 700 di elettricità e siamo a
2.000. Su 20 anni sono 40.000 euro più l’incentivo altri
41.650 € per un totale di oltre 80.000 euro in 20 anni.
Senza considerare che in realtà le bollette sarebbero molto
più salate. Il petrolio, ormai in fase di esaurimento,
trascinerà i prezzi sempre più in alto. Il gas naturale
aumenterà di conseguenza. Essere indipendenti
energeticamente permetterà di non risentire egli aumenti che
saranno sempre più marcati.
Ovviamente l’impianto fotovoltaico ha una vita superiore e
quindi, anche finendo l’incentivo, il risparmio sulla
bolletta continuerà.
