|
|
|
|
|
NOZIONI DI BASE
|
Il nostro scopo è quello di riuscire a realizzare “l’impianto elettrico ideale”, capace di soddisfare non solo le esigenze attuali, ma anche quelle a medio e lungo periodo, con un occhio attento a quelle apparecchiature che stanno cambiando il modo di vivere nelle nostre case e che di conseguenza influiscono sulle nostre stesse abitudini quotidiane. Per realizzare un buon impianto non occorre rivolgersi ad un progettista elettrotecnico, in quanto si tratta di un lavoro ancora esente dall’obbligo della progettazione (per abitazioni sotto i 400 mq) e che un elettricista preparato è in grado di fare senza alcun problema. E' Importante che il cliente abbia bene in mente che il posizionamento di punti luce o prese di qualsivoglia tipo non è effettuabile facilmente ad intonaco terminato, e che proprio il posizionamento è determinato dall'arredamento dell'abitazione. Le predisposizioni sono possibili solo in minima parte e con un certo criterio. Il piazzare uno o due corrugati quà e là a caso non comporta nessun beneficio se non si fa in modo razionale con il resto degli impianti. E' opportuno quindi valutare attentamente quelle che potrebbero essere le necessità presenti e future, magari tralasciando, almeno inizialmente, dettagli molto meno tecnici quali il colore della pittura o le mattonelle del bagno. Per questi particolari c'è tempo, mentre gli impianti sono cosa ben più seria, anche se una volta steso l'intonaco non si vede il lavoro svolto in precedenza e di conseguenza si tende a sottovalutarli. Ricordiamoci che impianti elettrici e idraulici hanno l'obbligo di certificazione, contrariamente a pavimenti, intonaci, massetti, e gli stessi muri dell'architettonico. Dopo il progetto della struttura sono in assoluto la cosa più importante della vostra casa. Meditate, gente, meditate.... Una volta stabilita la posizione dei vari punti occorre comunicare le decisioni agli impiantisti (quindi anche all'idraulico) evitando di avere ripensamenti con successive modifiche dell'ultimo minuto. Questo per evitare all'ultimo momento di rimediare con "rattoppi" che farebbero scadere il livello dell'impianto (vedi canaline esterne ecc.). Dopo alcune esecuzioni con metodologie tradizionali da diversi anni abbiamo sviluppato un metodo assai innovativo, ispirandoci alle tecniche di installazione usate in alcuni paesi del nord Europa, quali ad esempio Germania, Olanda e Belgio. Si tratta di un cambiamento radicale rispetto alla tecnica di installazione classica usata nel nostro Paese. Abbiamo la ragionevole certezza che in questi Paesi, dove il consumo elettrico è sempre stato maggiore rispetto a noi, vengono usate soluzioni più avanzate ed affidabili rispetto alle nostre e per questo motivo abbiamo deciso di adottarle, migliorandole ove possibile, per poter competere con la concorrenza non più solamente a livello economico ma anche qualitativamente. Se prendiamo in considerazione, ad esempio, quelle che erano le esigenze impiantistiche 20 anni fa notiamo che all’interno della maggior parte della abitazioni venivano realizzati pochi punti presa televisivi e telefonici e le stesse prese di corrente erano di tipo misto, ovvero di tipo piccolo (10 A) e di tipo grande (16 A). Le stesse quantità di queste ultime erano ridotte al minimo ed in alcune stanze noi tutti eravamo costretti a sovraffollare le poche prese con adattatori tripli e prolunghe realizzate alla buona. Le stesse prese piccole erano presenti in gran parte delle abitazioni, con il risultato di sovraccaricare il circuito illuminazione, a discapito del circuito prese (chiamato allora "forza motrice") che invece rimaneva utilizzato solo in minima parte. In cucina a parte il frigo ed il piano di lavoro non vi erano esigenze particolari; i forni erano praticamente tutti a gas ed i piani cottura ancora non disponevano dell’accensione automatica; sia i forni a microonde che gli stessi frullatori erano assai poco usati. Ecco che in quel contesto il consumo elettrico dell’ambiente cucina era ridotto e di conseguenza le linee elettriche erano previste di sezione più piccola, frequentemente in parallelo ad altri ambienti vicini. In moltissimi casi questa tecnica è ancora usata, peccato però che nel frattempo le esigenze siano drasticamente aumentate. Facciamo un esempio: ora in una cucina comune abbiamo frigo, lavastoviglie, forno, piano cottura, frullatore e spesso anche un televisore di piccole dimensioni. Inoltre necessitiamo anche di una o due prese libere per usi saltuari come ad esempio un aspirapolvere o magari un microonde. E’ evidente che il consumo elettrico è più che raddoppiato, (consideriamo che spesso tali elettrodomestici lavorano anche simultaneamente) e di conseguenza risulta chiaro che anche la tecnica impiantistica deve per forza adeguarsi. Di più, bisogna poter prevedere un eventuale esigenza futura, così da evitare tra 20 anni di ritrovarci con un impianto elettrico obsoleto. Chi può dire che esigenze avremo è un mago... Le stesse tubazioni corrugate vanno posate con un certo ordine logico; per questo motivo non è opportuno affidare le opere murarie a muratori o manovali in genere, in quanto si tratta di personale non preparato. Un muratore, per quanto bravo, non potrà mai sapere quanti conduttori e di quale sezione devono essere alloggiati in una certa tubazione, quindi non può stabilire né la sezione del tubo corrugato né,ovviamente, il percorso che deve seguire. Lo stesso allineamento delle scatole da incasso quando fatto superficialmente porta spesso ad un risultato esteticamente scadente. Questo è un lavoro che deve essere seguito per forza dall’elettricista, e coloro che non lo fanno di persona non potranno mai realizzare un impianto di alto livello. |
|
© 2010 Luigi Ruffini Contattami |