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Abbiamo parlato del riscaldamento elettrico, del fotovoltaico e lo abbiamo fatto distinguendo le due tecnologie come sistemi distinti, ed in effetti lo sono. Ma se li abbiniamo? A questo punto forse avrete già capito dove voglio arrivare… Semplicemente possiamo fare finta che non siano affatto due sistemi distinti. Scaldare la propria abitazione elettricamente sposta i consumi dal gas (una fonte non rinnovabile) all’elettricità, che si può generare. L’abitazione dell’ipotetico signor Rossi consuma 3.500 Kw di elettricità per gli usi abitudinari. Ma la sua abitazione a Pescara di 100 mq riscaldata elettricamente ne usa altri 5.000 circa, per un totale di 8.500 kw annui. Per generare una quantità di corrente simile occorre un impianto fotovoltaico di 6,5 Kw/h di picco. Questo beneficerà ovviamente di un incentivo proporzionale alla produzione annua che ripagherà l’impianto ed azzererà i costi di corrente (quindi anche di riscaldamento, che si associa sempre al gas) per tutto il ciclo di vita dell’impianto. Il risparmio è enorme: rispetto ad un sistema di riscaldamento tradizionale circa € 1.300 l’anno per il solo riscaldamento più 700 di elettricità e siamo a 2.000. Su 20 anni sono 40.000 euro più l’incentivo (che ripaga l’impianto in 10 anni anziché 13 in quanto il costo decresce all’aumentare della potenza di picco) altri 41.650 € per un totale di oltre 80.000 euro in 20 anni. Senza considerare che in realtà le bollette sarebbero molto più salate. Il petrolio, ormai in fase di esaurimento, trascinerà i prezzi sempre più in alto. Il gas naturale aumenterà di conseguenza. Essere indipendenti energeticamente permetterà di non risentire egli aumenti che saranno sempre più marcati. Ovviamente l’impianto fotovoltaico ha una vita superiore e quindi, anche finendo l’incentivo, il risparmio sulla bolletta continuerà. Non male considerando che non bisogna anticipare un euro, no? |
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